Come in una grande libreria

L’essere umano, si sa, è una delle creature più curiose al mondo. Dal momento stesso in cui riusciamo a stare in piedi, parte in ognuno di noi il desiderio innato di scoprire ed imparare, ed a volte questa predisposizione a ficcare il naso dappertutto finisce per metterci nei guai.



Sin dagli albori dell’uomo, questi ha imparato a dare un nome a tutto ciò che, vedeva, toccava, annusava, gustava e sentiva. Ancora oggi abbiamo l’attitudine di inserire targhette ovunque, ovvero attribuiamo a degli oggetti o soggetti un nome o un aggettivo (o entrambi), in modo tale da poterli inserire all’interno di un gruppo rappresentativo, ma al contempo la denominazione attribuita ci permette di distinguere ogni soggetto all’interno dello stesso raggruppamento (una sedia sarà simile ad altre sedie e la chiameremo tale, ma se sarà blu la potremo riconoscere in mezzo ad un mucchio di sedie verdi, per cui la denomineremo “la sedia blu”).

Lo stesso meccanismo è stato utilizzato per poter riunire gli organismi viventi all’interno di gruppi rappresentativi mettendo in evidenza somiglianze e differenze importanti. Il primo uomo che cercò di fare questo fu John Ray, uno scienziato inglese che verso la fine del XVII secolo introdusse il concetto di specie, ovvero un insieme di individui simili capaci di riprodursi tra loro e di dare origine ad una discendenza feconda simile ai genitori.
Egli introdusse anche il concetto di genere, ovvero una categoria più ampia comprendente specie diverse con caratteristiche comuni. Questi criteri furono ripresi poi dal naturalista svedese Carlo Linneo che ideò il sistema di classificazione che conosciamo. Perciò oggi possediamo una scala sistematica composta da sette gruppi, che partendo dal più piccolo al più grande sono: la specie, il genere, la famiglia, l’ordine, la classe, il phylum (tipo) e il regno. Tra una categoria e l’altra sono poi state aggiunte categorie intermedie per evidenziare caratteristiche particolari. Questa classificazione permette di cercare nel posto giusto ciò che vogliamo sapere, come quando si entra in una grande libreria per comprare un romanzo di avventura, e se i libri non sono stati classificati quantomeno per genere, possiamo finire per vagare inutilmente tra gialli polizieschi e horror senza rendercene conto.Al tempo di Linneo al vertice della classificazione restavano i Regni. Oggi vengono invece posti i tre domini:

  • Eubatteri (batteti “veri”) o Bacteria.
  • Archibatteri (batteri “antichi”) o Archei. 
  • Eucarioti o Eukarya.CT

Batteri e Archei venivano precedentemente raggruppati sotto il dominio dei Procarioti, organismi unicellulari privi di membrana nucleare ( dal greco pro- «prima» e karyon «nucleo), rappresentati solo dal regno delle Monere. Gli eucarioti, uni e pluricellulari, sono organismi provvisti di membrana nucleare (dal greco εὖ eu «buono» e κάρυον káryon «nucleo»), suddivisi nei restanti quattro regni: protisti, funghi, piante e animali.

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